ISOLA DI GIANNUTRI

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Giannutri è l'isola più a sud dell'arcipelago toscano, essendo situata a 14 km a sud-est del Giglio e 14 km a sud dell'Argentario. Con una superficie di 2,62 kmq, si presenta piuttosto piatta, a forma di mezzaluna, con terreno di natura calcarea, coste rocciose e scoscese, eccetto gli approdi di Cala Spalmatoio e di Cala Maestra. Fa parte del Comune Isola del Giglio.

Abitata dai romani (sono visibili interessanti resti di una villa del I-II sec. d.C.) Giannutri fu abbandonata improvvisamente nel III sec. d.C. per motivi ancora sconosciuti, probabilmente per un sisma che ne danneggiò irreparabilmente le strutture. Nel corso dei secoli è stata oggetto di donazione tra varie famiglie nobiliari come il conte Ildebrandino Aldobrandeschi di Sovana, la famiglia Orsini, la Repubblica di Siena la quale, sconfitta da Carlo V, Giannutri fu dichiarata pertinenza spagnola e tale rimase sino ai primi del '700.  I presidi, tra i quali quello di Orbetello, di cui faceva parte l'isola, "covo di pirati e loro posto favorito per agguati", caddero nella successiva guerra con i francesi; i tedeschi scacciarono gli spagnoli e governarono i luoghi sino al 1735. Nella pace del 1736 il presidio di Orbetello fu ceduto a Carlo di Borbone, Re di Napoli. Con il contratto di Luneville del 1801, Giannutri diventò pertinenza del Regno d'Etruria, creato da Napoleone per Ludovico di Borbone. Passò, poi, al Granducato di Toscana ed, infine, nell'anno 1860 viene annessa al Regno d'Italia, pur rimanendo "orfana" (non apparteneva a nessun Comune!). Nel 1861 vi fu impiantato un faro, e Giannutri, rimasta per molto tempo deserta, finalmente si animò con la presenza della famiglia del farista. Con Regio Decreto del 1865 il ministro Quintino Sella regalò l'isola al Comune del Giglio, che ne aveva fatto richiesta per costruirci una colonia agricola. Nel 1911 il Comune del Giglio decise di vendere l'Isola, che fu acquistata dalla Principessa Ernestina dei Principi Scaletta. Da questa Giannutri passò dapprima, fittiziamente, alla sorella Elena, e poi al fratello principe Rufo Ruffo Della Scaletta. Nel 1959, alla morte del principe Rufo, l'isola fu ereditata dalla contessa Ernestina Von Schoenborn e dal figlio conte Carlo.

Il resto è storia dei giorni nostri. Dapprima, negli anni '60, la lottizzazione con la costruzione di ville sparse e di un piccolo villaggio in Cala Spalamtoio; poi il fallimento delle società costruttrici e l'abbandono a se stessi dei proprietari di immobili, costretti a provvedere a tutti i propri bisogni e necessità, dal trasporto di persone e materiali alla produzione di energia elettrica, dalla raccolta dei rifiuti alla distribuzione dell'acqua potabile. Queste circostanze, unite al perdurante disinteresse delle Pubbliche Amministrazioni, proseguito per decenni, ha portato qualcuno, non a torto, a definire Giannutri come Repubblica Autonoma "fondata sul Condominio". Oggi, diffusa la moda dei parchi nazionali, Giannutri è tornata all'attenzione degli Enti Statali e del grande pubblico, e si è vista ricomprendere all'interno del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.

 

 

 

 

 




Articolo postato in data 15/11/2005 da

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