Riserva di Burano

di redazione

E' situata a sud dell'Argentario, nel comune di Capalbio.

Proprietà privata; istituita nel 1962, dal 1967 è stata presa in affitto dal WWF.
Poco a nord del fiume Chiarone, si stende il primo dei relitti della maremma toscana: diviso dal mare da un "tomboleto" (striscia di duna) ricoperto da una folta macchia mediterranea con qualche esemplare di roverella e qualche vetusta rovere, il lago di Burano (140 ha, profondità media circa 1 m).

Il lago di Burano è costituito da acque salmastre e, fatta eccezione per un canale di connessione, parzialmente artificiale, localizzato nei pressi della torre medioevale di Buranaccio,è separato dal mare da una duna sabbiosa . Il bacino è alimentato dalle acque dei tre principali canali di bonifica dell'area compresa tra il Chiarone, Ansedonia e il lago artificiale di S. Floriano.

La Flora

Lungo le sponde del lago dominano i canneti; nelle zone acquitrinose circostanti crescono rigogliose le tife (Typha spp.), i carici (Carex spp.) e il giunco palustre (Juncus palustris), mentre nelle acque del lago cresce una ricca vegetazione comprendente diverse specie acquatiche. Sul tombolo di Capalbio si ritrovano specie caratteristiche della macchia mediterranea. Completano il quadro degli ambienti presenti a Burano vasti laghi temporaneamente allagati a ponente del lago e campi coltivati e pascoli, che si estendono soprattutto immediatamente a ridosso della fascia palustre e sono suddivisi dai numerosi canali di raccolta delle acque.

La Fauna

Il lago di Burano è uno dei principali siti di svernamento per moltissime specie di uccelli acquatici. Si ricordano i
cormorani (Phalacrocorax carbo sinensis - simbolo della riserva) che trascorrono l'inverno in Italia provenendo dalle colonie di nidificazione situate lungo le coste del Mar Baltico e del Mare del Nord così come anatidi e i limicoli. Anche i rettili e gli anfibi sono molto comuni nella riserva. Tra i primi si ricorda la testuggine di Hermann (Testudo hermanni), menter tra i mammiferi merita ricordare la lontra (Lutra lutra), che insieme alla foca monaca (Monachus monachus) è il mammifero attualmente più minacciato di estinzione in Italia.
Ricca è l'ittiofauna, mentre tra gli invertebrati si segnalano alcune rarità ed endemismi di rilievo come il coleottero scarabeide (Ceratophius rossii) e un lepidottero (Lelia cenosa). La fauna ittica presente nel lago e nei canali di bonifica rappresenta una preziosa risorsa economica per l'area. Lo sfruttamento non intensivo delle popolazioni di pesci qui presenti sta dimostrando quanto più redditizi possano essere i laghi salmastri costieri rispetto alle coltivazioni che si possono compiere sulle medesime superfici bonificate.

Alcuni dati sulla riserva di Burano:

Estensione: 410 ha
Localizzazione: Comune di Capalbio
Accesso: Loc. Capalbio Scalo
Periodo di visita: Dal 1 settembre al 30 aprile solo nella giornata di domenica. Gruppi e scolaresche, previo appuntamento, sono accolti anche negli altri giorni della settimana.




Articolo postato in data 04/07/2005 da redazione

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